Voglio ringraziare Dio per la visita di Papa Leone XIV, che per me è stata un dono e una grazia immensa. Poter vivere questo momento storico era giá una benedizione, ma poter partecipare nell’organizzazione, lo ha reso ancora più speciale.

 

 

Da alcuni anni vivo qui, a Madrid e da cinque anni ho la gioia di prestare servizio come volontario nella Delegazione dei Giovani e, in questo tempo, ho potuto scoprire che la Chiesa è davvero una famiglia, nella quale ciascuno può offrire qualcosa di sé. Infatti, San Paolo ci dice nella Lettera ai Romani: «Come infatti in un solo corpo abbiamo molte membra e non tutte le membra hanno la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e ciascuno è membro gli uni degli altri».

In modo particolare, durante questa visita ho avuto l’opportunità di far parte del team CORE, il gruppo di coordinamento che ha lavorato alla preparazione della veglia del sabato in Plaza de Lima. È stata un’esperienza intensa, fatta di tanto lavoro, dedizione e anche di una profonda comunione. Insieme al gruppo creativo, incaricato dello sviluppo e della revisione della scaletta, abbiamo camminato uniti, ciascuno con il proprio compito, ma con un unico desiderio: preparare un incontro che aiutasse tanti giovani ad aprire il proprio cuore al Signore.

Pensare che tutto quel lavoro possa aver aiutato anche una sola persona ad avvicinarsi a Dio e a portare frutto nella sua vita, ne è valsa davvero la pena.

Vedere poi il Papa in mezzo a noi, ascoltare le sue parole e sentire tanti giovani riuniti nella stessa fede mi ha confermato che vale la pena donare il proprio tempo e la propria vita alla Chiesa.

 

 

Inoltre, questa esperienza mi ha insegnato che servire è un’arte, perché ti mette in relazione con gli altri; e questo, a volte, rappresenta una sfida. Ma è proprio lì che ciascuno è chiamato a dare il meglio di sé, affinché Dio possa rendersi presente attraverso i talenti che ci ha donato e compiere grandi cose.

Al di là della logistica e del servizio, ciò che abbiamo vissuto è stata comunione, dedizione e fede.

Ad oggi sono molto grato alla Comunità Abramo, perché mi sostiene e mi incoraggia sempre nel mio cammino di fede e nel mio servizio alla Chiesa. Infine ringrazio Dio perché, pur essendo lontano dalla mia terra, qui a Madrid ho trovato una comunità e dei fratelli con cui camminare.

E chiedo al Signore che tutto ciò che abbiamo vissuto porti molto frutto nei cuori dei giovani e di tutta la Chiesa.